Ricorda sempre il tuo perché più profondo

perché lo faccio

Ascolta l’articolo in 8 minuti 👇🏻

Ti sei mai chiesto perché lo faccio?  E se te lo chiedessi, che risposta ti daresti?

Porsi delle domande può sembrare, per alcuni, un modo “troppo sbatti” di vivere la vita. Mi sembra già di sentirvi.. “la vita già è difficile così, figurati se mi fermo a pensare o a farmi delle domande”. Credo che, però, porsi delle domande, e rimanere in ascolto per avere le risposte, sia l’unico modo di passare dalla modalità sopravvivenza alla modalità Vita! 

È un percorso sicuramente non semplice, fatto di momenti di stop, di introspezione, di “crisi mistiche”, ma quello che ne scaturisce è un individuo che si conosce profondamente e si ama per quello che è. 

Una delle domande più difficili a cui dare una risposta è “perché”. 

Perché desidero fare un mestiere? Perché mi sento giù? Perché sono sempre arrabbiato? Perché lo faccio?Ecc ecc… 

La risposta nove su dieci la conosciamo, la cosa difficile è farla “risalire” in superficie. Sì perché c’è una parte di noi, che conosce tutto di noi, in profondità, che sa cosa sia meglio per noi e per il nostro percorso evolutivo; l’ego invece tende a darci le risposte per se stesso, appunto, e per una soluzione a breve termine. La cosa che rende questo percorso interiore difficile… è che l’ego parla, parla tantissimo! Crea una sorta di tappeto sonoro, una radio su cui siamo sintonizzati tutto  il giorno, che non smette mai di parlare. Per far affiorare le risposte più profonde, invece, occorre silenzio. 

La mia esperienza

Quando mi sono sposata ho vissuto esattamente questa “distrazione” dell’ego. Quella vocina continuava a dirmi “Martina, manca da fare questo, Martina manca da fare quello… Sei sicura di questa scelta? Non sarebbe meglio pensare ad altro?”. Per non parlare di quello che mi combinava in sogno😰… Il periodo che precede il matrimonio è davvero stressante ed è normale questo tipo di “intromissione continua dell’ego”, ma lasciarsi sopraffare è altrettanto facile. (Piccola parentesi, se vuoi ascoltare la mia esperienza e scaricare un audio che ti aiuta proprio a vivere questo momento così stressante prima del matrimonio puoi farlo qui)

Ricordo che in questo delirio di cose da fare e improbabili incubi prematrimoniali, mi dicevo sempre “mi auguro che anche con il passare degli anni ricorderemo come ci sentiamo oggi e cosa ci ha fatto dire si”. Oggi dico che forse allora non lo sapevo o almeno non ne ero consapevole quanto oggi: ci sono voluti anni di percorsi e di crescita personale mirata a trovare il nocciolo, il nucleo, la nostra forza, il nostro perché! Senza tutto questo, oggi non sarei qui a parlare di coppia e di quanto siano importanti i percorsi di coppia, prima di dire il fatidico si!

La vita, quella che viene dopo, può essere davvero faticosa, e se non si ha bene chiaro il perché della coppia, è difficile mantenere viva la fiamma. 

Trovare il “perché lo faccio” profondo non solo nella vita di coppia

Lo stesso vale per ogni ambito della vita, il lavoro ad esempio! Quante persone negli ultimi anni sono testimoni di un grande risveglio? Quanti si svegliano un giorno e si rendono conto che per rincorrere le esigenze dell’ego stanno sopravvivendo? Queste persone prendono in mano le redini della propria vita e cambiano repentinamente direzione, per dare ascolto ad una voce più profonda, ad un perché più radicato. 

Non è così scontato conoscere il perché profondo di ciò che siamo e di ciò che facciamo. Già… non è così scontato, ma è necessario. C’è chi crede di poter vivere senza farsi delle domande e senza conoscere il “nocciolo” di sé stesso; non è il nostro caso. Con mio marito Giacomo, di domande ce ne facciamo e tante, cerchiamo di stare sempre in connessione con noi stessi per poter vivere e non solo sopravvivere. È dura? Sì. Vale la pena? Sempre! Tornereste indietro a quando non vi facevate domande? MAI! È come la pillola azzurra o rossa in Matrix.. io la pillola per dimenticare e tornare a dormire, non la prenderei mai!

Anche in Anami c’è un “perché lo faccio” profondo?

perché lo faccio

Ricordare il nostro perché per me e Tania, la mia compagna di viaggio, invece vuol dire alimentare ogni giorno la scintilla che ci ha fatte innamorare di Anami e ci fa riconoscere, ogni giorno di più,  quanto sia importante un percorso di crescita PRIMA del matrimonio. La mia esperienza personale, le fatiche di Ercole che ho vissuto con mio marito, le svariate amiche che soffrono per vivere una vita di coppia frustrante, il mio (ormai passato) e il loro dolore sono, per me, un perché potente e profondo.

Anche una coppia dovrebbe avere il suo perché profondo

Allo stesso modo una coppia dovrebbe sempre chiedersi e riconoscere il proprio perché. 

I perché dei primi tempi sono diversi, più epidermici ed effimeri, con il passare del tempo, quando questo svaniscono, le coppie hanno la possibilità di conoscere i loro perché profondi, quelli che creano le fondamenta sulle quali costruire tutto quanto, quelli che resteranno anche quando tutto il resto sarà cambiato. 

Quando la bellezza che ti ha fatto voltare verso di lei la prima volta sarà svanita, quando le mani di lui, che ti sono sempre piaciute, saranno ricoperte da macchie e grinze, quando il suo incedere fiero e spavaldo lascerà il posto ad un passo più lento e incerto, quando il sorriso spontaneo e spensierato si velerà di malinconia nei giorni più difficili, come reagirete? Ricordare sempre il perché, per noi significa vedere oltre, dare un significato profondo ad ogni cosa. In questo modo una ruga non sarà solo una ruga, ma sarà, ad esempio, la prima volta che vostro figlio è uscito la sera e voi siete stati sul divano ad aspettarlo, chiacchierando con una tazza di te caldo e un biscotto con le gocce di cioccolato. Sarà simbolo della Strada che avete percorso insieme. E sarà una ruga bellissima!

Ricordare a sé stessi il perché, è un lavoro quotidiano, ma la coppia che tiene viva la fiamma del proprio perché, non si limita a sopravvivere, lasciandosi trascinare dagli eventi esterni, ma vive ogni momento con consapevolezza e gioia, costruendo la Famiglia giorno per giorno.

Ti invito a chiedertelo ora

Qual è il tuo “perché lo faccio” prima come persona e poi come coppia?

Related Posts

Lascia un commento